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La raccolta fondi online di ANPI per la digitalizzazione di Patria Indipendente!

Il quindicinale dell’ANPI coinvolge i propri lettori con una raccolta fondi online: Abbiamo intervistato Gianfranco Pagliarulo

Il crowdfunding non ha steccati o recinti che tengano. Non conosce limiti di età, di censo, di ceto sociale: tutti vi si possono rivolgere per cercare fondi per la propria idea o il proprio progetto. Dalla piccola casa editrice che vuole ristampare un fumetto storico, a chi con una birra vuole celebrare una pietra miliare del cinema italiano, passando per chi, per un motivo o per un altro, vuole viaggiare.

In questo caso è ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) ad utilizzare questo strumento per una raccolta fondi online vuole coinvolgere la base della Associazione per sostenere l’evoluzione digitale della sua testata storica Patria Indipendente. Non sapete cos’è? Ne parliamo con il suo direttore responsabile Gianfranco Pagliarulo.

Cos’è Patria Indipendente?
È il periodico quindicinale online dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. È nata su carta, nel marzo 1952, e su carta è rimasta fino alla primavera del 2015. Fin dalle origini ha ospitato firme del calibro di Alberto Moravia, Carlo Levi e Carlo Lizzani. Ha contribuito a diffondere la coscienza repubblicana e antifascista nel nostro Paese. A settembre abbiamo deciso un cambiamento radicale: una rivista online più agile, più vivace, al passo col tempo in cui viviamo. Una trasformazione che ci consente di rivolgerci meglio alle nuove generazioni, di essere presenti nella rete, di avviare in rete la costruzione di un circuito, una comunità, una relazione piena di senso. Quel senso che chiamiamo antifascismo oggi, ossia un umanismo, cioè una visione del mondo che parte dal presupposto laicamente sacro della dignità e del valore delle persone. Patria Indipendente online vuole rappresentare questa visione del mondo, formare e informare da questo punto d’osservazione.

Perché avete deciso di fare una raccolta fondi online?
Vogliamo mobilitare “naviganti”, antifascisti, iscritti all’ANPI affinché versino una quota libera di denaro a sostegno di questa testata. La donazione contribuirà a creare un circuito, una relazione fra tutti i donatori-lettori e la testata: vogliamo mantenere infatti un collegamento permanente con le amiche e gli amici di Patria che ci aiuteranno. La campagna si protrarrà per tutto l’inverno e sarà sostenuta, oltre che dagli iscritti all’ANPI e dai lettori, anche da un certo numero di testimonial, personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo che si riconoscono nei valori ispiratori dell’associazione partigiana e del suo periodico.

Come impiegherete la cifra raccolta?
Dipenderà da quanto riusciremo a raccogliere. Un periodico online nella gestione è più economico di un periodico di carta, perché non vi sono le spese di stampa e spedizione. Ma ha un costo relativamente elevato di progettazione. Dobbiamo perciò in primo luogo cercare di rientrare da queste spese. Poi possiamo investire per migliorare e arricchire la testata, anche col fine di creare in progress una rete nazionale di collaboratori che ci consenta una presenza più diffusa e puntuale sul territorio, a cominciare dalle grandi città. Dietro di noi c’è l’ANPI, che ha una struttura nazionale ampia e omogeneamente distribuita. Insomma, non ci basta che i lettori vengano da noi. Vogliamo che Patria vada da loro!

Trovi che la raccolta fondi online possa aiutare realtà editoriali come Patria Indipendente?
Vorrei innanzitutto ricordare che Patria Indipendente non riceve alcun contributo pubblico. Per ora abbiamo deciso di pubblicare la testata online in chiaro, senza alcun pagamento, abbonamento o spesa da parte dei lettori. Di conseguenza nel bilancio della testata non vi sono entrate, visto che non abbiamo nemmeno spazi pubblicitari, al momento. Abbiamo quindi necessità di reperire fondi, facendo leva anche su una “connessione sentimentale” con i lettori-naviganti. Questo è l’obiettivo e, assieme, la scommessa. Per noi la raccolta fondi non è solo un “aiuto”, ma una necessità.

Anche se è iniziata solo da pochi giorni proviamo a tracciare un primo bilancio.
I primi dati, considerando che siamo partiti piuttosto in sordina, sono sufficientemente confortanti. Ma ci aspettiamo ora una accelerazione e stiamo lavorando per questo. Ne vale la pena perché — a ben vedere — redattori, lettori, iscritti all’ANPI, antifascisti: Patria Indipendente siamo tutti noi.

Link al progetto: http://sostieni.patriaindipendente.it/

idee e storie da finanziare www.produzionidalbasso.com #crowdfunding

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